martedì 24 marzo 2009

Parole dal mare



Guardate la foto qui sopra: chi è questa donna?

Sta pensando a qualcosa o a qualcuno in particolare?

E' in attesa di qualcuno o di qualcosa?

Qualcuno la stupirà scendendo dal cielo o emergendo dalle acque?

Provate a raccontare la sua storia...

Davide

4 commenti:

elsa.neorealista ha detto...

Ecco il mio racconto.
Lo prenderei a calci. Inutili tutte le mie lezioni, il mio modo di aiutarlo. Farlo frequentare i miglior corsi della zona, raccomandarlo a persone a me care. Mi sono messa in gioco per lui, sto rovinando la reputazione.
Ma forse sono io che sbaglio. Ora riguardo meglio, certo questa luce non aiuta di certo. Piove e il sole sarà nascosto dietro a quelle nuvole. Nulla oggi mi è in aiuto.
Resta il fatto che questa foto è fatta da cani, non c'è un minimo di professionalità. Fa proprio schifo.

Lorenzo ha detto...

vabenemihalasciata... è stata una sbandata, ma tre anni di storia non si buttano via così.. e poi per chi? non so nemmeno chi è.. ma perchè.. ma perchè... andava tutto bene... si abbiamo litigato, ma poi sembrava tutto a posto, come al solito, ed invece.. uffa.. sono io che sono sbagliata, sono io che l'ho messo sotto pressione e poi sono sempre stata io quella ad avere dubbi, quella che casomai ero io che avrei detto basta.. com'è successo, come ci sono finita in questa storia assurda?
che bello il mare, mi rilassa, mi fa perdere lo sguardo, i miei pensieri si lasciano trasportare dalle onde, dalla brezza... ma lui c'è, è lì, come il temporale che sta arrivando, che crea quello spazio/tempo di nessuno, in cui spesso ci troviamo in tanti. C'è, lo sento, dentro di me, in un angolo dove tento di tenerlo nascosto, ma non ci riesco, che male che fa, ma perchè.. ma perchè.. e quando mi chiamerà che gli dirò? dovrò essere forte, dovrò combattere per riaverlo indietro, perchè lui è mio, mio e di nessun altra e io lo rivoglio indietro, lo perdono, ma lo rivoglio ora, adesso, qui con me in riva al mare, a fare l'amore, a litigare, ad abbracciarsi. Basta non ci cadrò più in questo baratro, mare tu mi sei testimone, e lo vorrei urlare, se le lacrime si fermassero, se la mia voce non fosse soffocata dal pianto. Ma qui lo giuro, mare, mio testimone, io non cadrò più, e saranno gli altri a stare male, a farsi compatire non io, mai più, lo giuro.

Carla ha detto...

Ancora poche ore… ancora poche ore e sarò altrove. Ancora poche ore e lascerò questa terra che è sotto di me da così tanti anni per attraversare questo mare che mi sta davanti.
Come sarà il mondo là fuori? Sono elettrizzata e insieme ho paura. Sto trattenendo tutte le lacrime: non voglio che papà veda la mia angoscia, voglio che mi veda partire serena e sicura di quello che faccio.
Tra un anno risolcherò questo mare in senso opposto per tornare a casa… sarò diversa? Spero di esserlo, in fondo è il motivo per cui parto, per trovare in me qualcosa di insondato. E per scoprire quello che c’è fuori dall’isola.
Non avrò fatto la scelta sbagliata? Ancora poche ore e inizierò a scoprirlo, attimo dopo attimo.

giusi ha detto...

Girovagavo senza meta in preda alla noia, a un tratto mi sono sentita chiamata, sfiancata mi sono seduta tra i massi del molo senza un perché, una voce priva di suono parlava alla mia anima e gli chiedeva di sedersi, ecco! Semplicemente lasciarsi andare, così feci. Mi sedetti, in quella giornata carica di giallo e lasciai che il mio sguardo si perdesse oltre la linea dell’orizzonte fino a che non vidi più nulla, ascoltavo il suono del mare e lasciai guidarmi fino a quando potei osservare e sentire, testimone mi trovai ad osservare un dialogo fra me e il mare. Certo! Dissi: sfami gli uomini, preservi tante vite, a volte sei crudele, per ogni domanda arrivava la giusta risposta e per quanto assurda mi sembrava naturale. Improvvisamente senza sapere da dove fosse venuto alle mie spalle giungeva un pescatore che in mano portava un pezzo di anfora e rivolgendosi a me disse: l’abbiamo appenda trovata in mezzo al pescato, tenga gliela dono. Ringraziai e compresi.