Prima di toccare con mano le tecniche di scrittura creativa e il mondo esperienziale che le circonda, facciamo un salto nella storia della scrittura creativa.
Lascerò parlare i miei "testimonial", di meglio non posso fare.
Italo Calvino è uno dei grandi precursori della scrittura creativa: la chiamava letteratura potenziale, ma senza saperlo ha gettato le basi proprio per questa sua naturale evoluzione.
Italo Calvino è infatti uno dei fondatori dell’OuLiPo (Ouvroir de Littérature Potentielle), tradotto con Opificio di Letteratura Potenziale: è «una singolare consorteria di letterati, dediti a escogitare bizzarre invenzioni partendo da regole formali severamente costrittive, improntate a uno spiccato gusto matematizzante» (Mario Barenghi, «Poesie e invenzioni oulipiennes», in: Italo Calvino, Romanzi e racconti, Milano, Mondadori, 1994, pp. 1239-1245).
Uno degli scopi principali dell'Opificio di Calvino era quello di creare una serie di strumenti di creazione letteraria utilizzabili da tutti.
La mia seconda testimonial è Patricia Highsmith, la celebre autrice di romanzi polizieschi che in uno dei suo libri descrive il suo processo creativo e il modo con cui dall'idea arriva allo sviluppo della trama e dell'intrigo.
Non potevano mancare all'appello due grandi creativi del panorama italiano: Gianni Rodari e Bruno Munari, i cui scritti, teorie e idee hanno alimentato il fuoco della mia creazione.
Altri testimonial d'eccellenza sono Terry Brooks e Stephen King: proprio durante la lettura dei loro libri "A volte la magia funziona. Lezioni da una vita di scrittura" e "On writing" sono nate alcune delle tecniche di scrittura creativa dei miei corsi.
Non posso non citare la via dell'artista di Julia Cameron, una grande maestra e fonte di continue ispirazioni.
Non mi resta che l'ultimo testimonial, purtroppo è quasi impossibile incontrarlo dal vivo: parlo del creative problem solving.
Questo metodo nato e creato per risolvere problemi è uno dei pilastri portanti della mia scrittura creativa: mi limito a ringraziare i padri fondatori Alex Osborn e Sidney Parnes ma anche coloro che in questi anni ne continuano la ricerca, lo sviluppo e l'applicazione pratica.
Un grazie particolare a Matteo Cattullo, Laura Switalski, Gianni Clocchiatti e Hubert Jaoui che hanno innaffiato con la loro conoscenza i semi di questa pianta forte e robusta.