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lunedì 14 settembre 2009

Colori che influenzano le decisioni



Come percepiamo i colori? A quali siamo più sensibili? Quali richiamo la nostra attenzione o a quali siamo più sensibili quando affrontiamo delle decisioni professionali?

La divisione Hp Imaging & Printing ha commissionato una ricerca per migliorare la conoscenza dell'impatto del colore.

Per maggiori informazioni potete leggere questo articolo Il colore può influenzare le decisioni che racconta i risultati della ricerca basata su un sondaggio di 2.000 professionisti.

mercoledì 28 gennaio 2009

La forza dei sogni



Ieri sera ho tenuto il mio decimo discorso al Toastmasters che aveva come obiettivo quello di ispirare il pubblico.

Inspire Your Audience, è l'ultimo dei dieci discorsi da preparare per ottenere il titolo di Competent Communicator ed ha come obiettivo quello di utilizzare insieme tutte le tecniche e abilità per dare un forte messaggio che ispiri il pubblico.

Ecco quindi il mio discorso: so che senza linguaggio del corpo e senza paraverbale non ha lo stesso effetto, ma... metteteci un po' di immaginazione!



Cari amici e gentili ospiti, buona sera!

Quanti di voi hanno un sogno nel cassetto da realizzare?
Alzate le mani.

I nostri sogni... [mostro un foglio con la scritta I sogni]

C’è la crisi, lo dicono tutti: i giornali, la radio, la televisione, Internet. Se ne parla persino al bar sotto casa.

In questo clima difficile e avverso, sapete cosa può succedere ai sogni?

[appallottolo il foglio] Vengono cestinati.

Avvizziscono come fiori senz’acqua e senza nutrimento, sepolti sotto cumuli di carte che sommergono le nostre scrivanie, schiacciati sotto centinaia di pensieri che affollano la nostra mente.

Ci giustifichiamo con frasi tipo… C’è crisi, non possiamo permettercelo, dobbiamo risparmiare, non c’è budget, dobbiamo tagliare i costi, arriveranno tempi migliori.

I sogni finiscono nell’ultimo cassetto, in fondo, sotto tante altre carte.

I colori di tutto quello che ci circonda si spengono lentamente e ci sembra di vedere tutto nero o a toni di grigio.

E’ successo anche a me…

Siamo tutti così concentrati sul qui e ora, da non riuscire a pensare al domani, figuriamoci se riusciamo a pensare ai nostri sogni.

I nostri sogni… in apparenza così astratti e irraggiungibili, ma allo stesso tempo in grado di darci incredibili energie.

Diceva un saggio: non succede molto senza un sogno.
Se vogliamo che accada qualcosa di grandioso, abbiamo bisogno di un grande sogno.
Certo per poter poi realizzare il sogno, serve molto di più di un sognatore, ma prima di tutto deve esserci il sogno.

"I have a dream...", quanta strada abbiamo fatto cavalcando i nostri sogni, da quel giorno in cui Martin Luther king ha pronunciato il suo discorso.

E oggi, oggi, abbiamo un nuovo leader di colore negli Stati Uniti, che ha urlato al mondo YES WE CAN!, YES WE CAN!.

Ripetiamolo insieme!

YES WE CAN!
Ancora!
YES WE CAN!
Ancora!
YES WE CAN!
Ancora!
YES WE CAN!

Si. Noi possiamo!
Noi possiamo!

Cosa possiamo?
Possiamo tornare a sognare, a immaginare il sogno, il nostro sogno.

Come facciamo?
E’ più facile di quanto pensiate

Bastano 20 minuti al giorno...

Quante cose si possono fare in 20 minuti!

Provate a pensarci per qualche secondo.

[silenzio per una decina di secondi]

Già...

Pensate... 20 minuti tutti per noi, senza cellulari, senza telefoni, senza televisione, senza computer, palmari ed email, senza essere disturbati.

Scegliamo il posto adatto e mettiamoci comodi, lontano da tutto e da tutti.

Armiamoci di carta e penna, scriviamo tutto sul foglio e togliamocelo dalla testa: svuotiamo la nostra mente da ogni dubbio, preoccupazione o incertezza.
Oggi devo chiamare Mario, Andrea, Gianni, Luca, poi devo rispondere alle mail, poi quei preventivi, poi le telefonate ai fornitori, poi… poi… poi…

Lentamente la nostra mente si svuota, abbiamo fatto spazio per accogliere qualcos'altro.

Cosa?

I nostri sogni...

Walt Disney diceva: tutti i nostri sogni possono diventare realtà, se abbiamo il coraggio di perseguirli.

Se il nostro sogno fosse una villa con piscina, non fermiamoci a questa immagine astratta, ma arricchiamola di dettagli: di quanti piani sarà?
Avrà un box, una piscina, un ingresso trionfale, un bel prato verde, quanti e quali alberi?
Quante stanze, quanti bagni, il caminetto…

Se il nostro sogno fosse un posto di lavoro diverso, proviamo a descriverlo nei dettagli: quante segretarie al nostro seguito, con chi lavoreremo? Incontreremo persone importanti durante il nostro lavoro? Saremo in prima linea o strateghi dietro le quinte?

Se sognassimo invece una vacanza incredibile: dove vorremmo andare? E cosa faremmo giorno dopo giorno? Mare o montagna? Nuoto o surf? Sci o snowboard? Sangria o grappa? A letto presto o vita notturna fino a tardi?

Sognare non costa nulla, ma ci regala una gioia immensa.

Sognamo quindi, giorno dopo giorno, venti minuti dopo venti minuti, fino a quando il nostro sogno è completo di tutti i dettagli.

Quando siamo pronti, fissiamolo su carta, potete usare un foglio tipo questo, con un grande riquadro al centro e una linea in alto.



Nel riquadro centrale, raccontate il vostro sogno, completo di tutti i dettagli.

Nella riga in alto, date un titolo al vostro sogno, un claim, uno slogan forte che conquisti e motivi.

Io prendendo spunto da una canzone degli Eagles, al mio sogno ho dato questo nome, ROAD TO “my” HEAVEN

Portate questo foglio con voi, appendetelo in ufficio, tenetelo a casa, scegliete voi, ma scegliete un punto da cui possiate guardarlo sempre, guardarlo e ricordare, ricordare e sorridere, sorridere e sognare.

E se qualcuno, guardando il vostro sogno vi dice che non ce la farete a realizzarlo, voi cosa gli risponderete?

[Tutti insieme]

YES WE CAN!


e... eccomi qua, Toastmaster Competent Communicator.

Davide

domenica 25 gennaio 2009

Il toastmaster: non solo public speaking


Il Toastmasters è un'associazione internazionale che si occupa di aiutare le persone a migliorare le proprie capacità di comunicazione e le tecniche per parlare in pubblico.

Ho scoperto questo gruppo nel 2007 e ne sono rimasto piacevolmente colpito e quindi mi sono subito iscritto.

Il Toastmaster è un modello americano di un percorso che guida le persone nel migliorare le proprie capacità nella comunicazione: si lavora sia sulla struttura del discorso, sia su come comunicare i contenuti in modo più efficace e coinvolgente.

Si parte da un discorso "Ice Breaker", per rompere il ghiaccio e si arriva al decimo discorso "Inspire your audience". Tra un discorso e l'altro si ricoprono diversi altri ruoli, ah counter, timer, italian grammarian, valutatore, che aiutano a migliorare le nostre capacità di ascolto attivo e che risultano poi fondamentali nella fase di debriefing.

All'interno di ogni incontro, che dura circa un'ora e mezza, sono coinvolte tutte le persone e non ci sono ruoli "passivi".

Oltre ad essere un percorso efficace nella comunicazione verbale lo trovo molto interessante anche per chi scrive.

Diverse strutture narrative sono molto affini e poi, cari amici, scrittori, prima o poi sarete chiamati a presentare il vostro libro in pubblico, e farlo al meglio può fare la differenza ;-)

A parte una fee annuale di iscrizione di 90 euro, per ogni incontro si paga solo la consumazione di 5 € che copre le spese per la sala.

Un investimento veramente contenuto a fronte di un percorso formativo che compete alla pari con corsi professionali a molti zeri.

Quindi, cosa state aspettando?

Per maggiori informazioni
Toastmaster EasyClub Milano
Sito web: www.toastmasters.it
Email: easyclub@toastmasters.it

Davide

mercoledì 12 novembre 2008

Infeconda polemica



Non mi capita spesso di polemizzare, anzi a dirla tutta cerco sempre di portare una discussione sul piano del reciproco confronto, molto più utile e costruttivo.

Stamattina, ho letto un comunicato stampa da cui è nato poi questo post.

Come alcuni di voi sanno, mi piace analizzare in un testo, le parole, la forma, le frasi, la scelta di usare o non usare aggettivi e come usarli.

Stamattina ho letto questa parole "[...]infeconda polemica che non intendiamo assolutamente alimentare [...]", frase che ha stuzzicato la mia mente e così ho iniziato a pensarci su e a rimuginare.

Usciamo dal contesto del comunicato stampa originale che non ci interessa minimamente.

Immaginate di scrivere un articolo e di esprimere un vostro punto di vista e di ricevere per risposta un testo tipo quello che avete appena letto.

La sensazione che ho avuto è che di fatto si stesse realmente cercando di alimentare la polemica.

E se invece la risposta fosse stata questa: "ha espresso un parere diverso dal nostro"? Come per magia tutta la frase assume un significato completamente diverso, meno aggressivo, meno polemico, più oggettivo e neutro.

Com'è la polemica? Infeconda... quindi, sterile giusto? e allora... perché andare a fecondarla? Nel momento in cui si polemizza su un argomento di fatto lo si sta fecondando.

Vi ricordate il mio post sugli ossimori? Che dite, infeconda polemica rientra nella categoria? ;-)

Provate a trarre spunto da questo post per lla scelta degli aggettivi e delle parole dei vostri articoli. Volete provocare la reazione di qualcuno, varcate consapevolmente la soglia del giudizio neutro, distruggete la critica positiva e toccatelo sull'identità.

Farete centro sicuramente e forse vi centreranno con un bel pugno in un occhio ;-)

Volete osare di più? E se Infeconda polemica fosse il titolo di un racconto? Su, su provate a dargli vita...

Davide

PS: dimenticavo, non c'è nessun premio speciale per chi trova l'articolo che era solo uno spunto iniziale.

mercoledì 10 settembre 2008

L'importanza della comunicazione



Comunicare significa

  • sapersi far ascoltare

  • catturare l'attenzione delle persone

  • coinvolgerle con le nostre parole e appassionarle.


Non comunicano soltanto le persone che parlano in pubblico: noi comunichiamo ogni giorno quando siamo con amici e colleghi, quando ci confrontiamo con i clienti o il nostro capo, quando teniamo una presentazione o spieghiamo un piano marketing o nuove strategie di posizionamento.

Per chi, ad esempio, scrive e spera un giorno di essere pubblicato, saper cogliere un'opportunità davanti ad un potenziale editore, potrebbe fare la differenza tra il successo e il fallimento.

Stessa cosa quando si sostiene un colloquio di lavoro e vogliamo dare il massimo per fare centro, impressionare e far capire loro che siamo la persona giusta che stanno cercando.

Quante volte abbiamo avuto un'idea geniale, ma non siamo stati in grado di comunicarla in maniera efficace a capi e colleghi? Come ci siamo sentiti quando nessuno ci ha ascoltato?

Comunico, Persuado, Convinco è il workshop che terrà sabato 20 Settembre, il mio collega Gianni Clocchiatti che insegnerà ai partecipanti la comunicazione verbale e paraverbale, il linguaggio del corpo e la costruzione delle relazioni.

Passo dopo passo si apprenderà la comunicazione efficace e consapevole.

Vi aspetto!

Per supportare questo workshop abbiamo anche studiato una campagna pubblicitaria. Ve la mostro in anteprima :-)





Vi aspetto su...


www.eallaenne.it


Davide